NON CE LA FACCIO PIÙ

Ritratto di Pallina, una mamma troppo perfetta che non può essere felice: aspettative troppo alte, troppa rigidità, burnout assicurato. Come sopravvivere?

Chi è Pallina

Pallina ha quasi 40 anni, è una bella donna, sempre attenta alla forma, nella sua vita ha sempre praticato sport, aerobica, step, stretching con sottofondo di Madonna, Michael Jackson e qualche punta dei Metallica.

Si è laureata con buoni voti, ha un lavoro fisso, un compagno e una figlia di 5 anni e un figlio di 2. Ogni tanto pensa al terzo ma solo nei momenti in cui è in buona, per il resto del tempo è tanto impegnata a essere perfetta che a stento riesce a sopravvivere a due.

Ha sempre voluto figli, anche se non è l’unico scopo della sua vita.

È donna di cultura, legge moltissimo, esce, ha un buon giro di amicizie, va al cinema, al compagno ha regalato un corso di sommelier e ogni tanto si diletta a organizzare cenette a base di vino buono.

O meglio, organizzava.

Adesso a mala pena si barcamena con se stessa, e al solo pensiero della spesa settimanale le si attorcigliano le budella: ce ne fosse uno che mangia le stesse cose, che abbia gli stessi gusti, che non emetta suono durante la cena!

Al posto del vino, pasteggia ad acqua e richieste, si alza mille volte dalla sedia e gli squat che ,un tempo, faceva in palestra ora le tornano utili!

Ma a lei va bene così. Perché sa che il cibo è sacro e mangiare bene è la chiave per la salute futura dei suoi figli e che le buone abitudini vanno introdotte fin da piccoli.

Cosa fa Pallina nella vita?

Lei sa tante cose.

Appena ha saputo di essere incinta aveva già letto tutto lo scibile sulla gravidanza , il parto e i successivi 18 anni di suo figlio.

Tempo 10 minuti si è iscritta a tutti i gruppi Facebook più fighi del momento. Non i soliti classici banali forum visitati anche dalla nonna cippa lippa vicina di casa ma solo a quelli che contengono le parole “consapevolezza”, “naturale”, “dolce”, “secondo natura”, “di legno”, “alternativo” e simili che sono seguiti da centinaia di mamme super attente e consapevoli, proprio come lei. Se poi contengono anche la parola magica “Montessori” allora si sente felice come una pasqua e la sua autocelebrazione raggiunge punte di estrema goduria.

Segue le mamme blogger più famose, quelle che dicono che non bisogna essere perfette e che girano i video in bigodini per rendersi più credibili. Pallina le adora perché, in fondo, non si identifica veramente in loro: lei sa che non si mostrerebbe mai con i bigodini in testa, lei sa che la sua casa non è un caos come quello che vede nei video.

Lei sapeva che avrebbe allattato, era scritto nei suoi libri e nel suo istinto. Non poteva non essere così. E ha fatto di tutto per riuscirci, nonostante tutto e tutti lei è andata a avanti e ha portato avanti con orgoglio manifesto i suoi obiettivi.

E’ così tanto contenta del suo allattamento, del dormire tutti insieme, dello stare abbracciati a farsi le coccole che ogni tanto si sente soffocare da questi abbracci, ma non osa dirlo.

Adora il faccino piccino piccino del suo bel bambino cercare il seno sotto la maglietta, lo adora sentirlo dire “ciuccia mamma, ciuccia…” salvo poi avere una vera e propria crisi di nervi quando non ce la fa più, il seno le fa improvvisamente un male da morire, la pelle diventa dannatamente ipersensibile e la dolce vocina del suo bambino diventa trapanante come un martello pneumatico che le cammina sul cuore.

Perché lei adora allattare, e non potrebbe essere altrimenti, eppure…

Pallina ha un segreto

La notte, poi, è meravigliosamente bella, anzi no, è un incubo mortale. Ma non importa.

Di notte è buio, piange, è da sola, nessuno vede le cose che non vanno, nessuno lo sa, nessuno legge le sue parole non dette e non scritte.

Perché una volta ci ha provato a scrivere due righe sul gruppo “xx al naturale” ma non capiterà mai più, quella volta è stata investita da una marea di insulti, bannata dal gruppo per qualche ora e, dopo aver vissuto un periodo di purgatorio, si è pentita e strisciando sui ceci ha chiesto il permesso di rientrare e ravvedersi.

Anche ora, ogni tanto Pallina ha dei cedimenti. Ma non ne parla più.

Pallina fa tutto da sola perché nessuno lo fa meglio di lei. E quando è costretta a chiedere aiuto sta male. Fa davvero fatica a fidarsi degli altri e ha ragione.

Nessuno ha letto tutto quello che ha letto lei, nessuno sa organizzare i materiali, gli spazi e i giocatoli di legno tanto quanto lei, nessuno sa preparare i cibi sani come lei e nessuno sa parlare in quel modo tanto dolce e rassicurante ai suoi bambini.

Infatti Pallina si sta attrezzando per avere il dono dell’ubiquità. E’ in lista d’attesa, le manca poco ormai. Confida di resistere, in attesa del grande miracolo.

Ne ha parlato con il suo capoufficio e nel frattempo sono d’accordo che lei lavorerà un pochino meno. Cercherà di essere in ufficio puntualissima e di uscire il più tardi possibile, anche se ha già avvisato l’asilo che arriverà il prima possibile per recuperare il suo cucciolo.

Mentre telefona al cliente, ordina la spesa on line senza ricordarsi minimamente cosa ha in casa, tanto i bambini non sono mai contenti e il rischio di sbagliare è assicurato.

Pallina è comunque convinta di potercela fare. Ha perfino prenotato la palestra nella pausa pranzo, mangia solo uno snack salutare e corre ore su quel tapis roulant convinta prima o poi di riuscire a uscire da quel nastro e invece continua sistematicamente a inciamparci dentro.

Ma va tutto bene!

Alla sera, legge il libro “Bambine Ribelli” a sua figlia, salvo poi andare in crisi quando la figlia si “ribella” a lei. Questo la manda proprio in tilt: possibile che la sua bambina, sia così tanto determinata da farle la guerra in così tenera età? Possibile che si debba impuntare continuamente su ogni cosa e non le vada mai bene niente? Vestiti da mettere, i giochi da fare, le uscite programmate, il cibo previsto!

Al diavolo questa maledetta ribellione! Meglio il piccolo, che è maschio, è meno ribelle e si accontenta della tetta per tutta la vita!

Pallina ha un problema, ma ancora non lo sa

Il punto è che Pallina non si accontenta. Mai. Lei non è mica come tutte le altre, lei è e pretende il meglio.

Lei sa, e chi sa è condannata a dare il massimo.

Ambisce a ciò che normalmente e mediamente è impossibile avere, aspira alla perfezione e quindi fallisce in partenza.

E qui iniziano i problemi :

I figli

Si dedica anima e corpo ai figli, salvo poi crollare e finire per non volerli più vedere.

Vuole stare con loro per sempre, ma la spinta a tornare a essere se stessa, lavorare e coltivare i suoi interessi è troppo alta. E quindi si sente schizofrenicamente in colpa.

Il cibo

Desidera che i figli mangino sano quindi prepara cibi salutistici, ha il Bimby e un sacco di altri elettrodomestici super moderni per cucinare perfetto, odia le caramelle più del diavolo in persona e tutti gli zuccheri, salvo poi strafogarsi di cioccolato per tutta la durata dell’allattamento.

La merenda a scuola è a base di carote e frutta secca ma quando arriva il momento in cui, prima o poi, li becca a scambiarsi la merenda coi compagni o deve portarli alla festa di compleanno al Mc Donald, finisce per crollare: smette completamente di cucinare, compra patatine fritte in busta e Sofficini tutti i giorni perché non ce la fa più e i figli odiano ciò che cucina.

I giocattoli

Acquista solo giocattoli di legno o costruzioni di Lego, i bambini frequentano laboratori di ogni sorta salvo poi scoprire i videogiochi a suggellare la fine di ogni prospettiva di sana vita futura. A quel punto Pallina cerca una finestra per suicidarsi o gettare la PlayStation che lei stessa ha comprato in un momento di stanchezza devastante.

La famiglia

Ama il marito, la famiglia tradizionale e aspira al modello del Mulino Bianco, anche se non lo ammetterebbe mai.

Quando la mattina si sveglia vorrebbe poter sfornare brioche impastate la sera prima con lievito madre e lasciate in caldo tutta la notte, fare colazione sulla tavola più bianca e con le tazzine più trendy del mondo, con l’alba che spunta dalla meravigliosa finestra della sua cucina (a Milano?!).

E invece si alza moribonda dopo non aver chiuso occhio nemmeno un minuto, con un poppante alla tetta, l’altra da vestire e portare a scuola, ingurgita litri di caffè e una merendina schifosissima del discount raccattata dalla compagna di banco della figlia e inizia a imprecare contro i figli, il marito e quel maledetto giorno che ha deciso di voler essere madre.

Il lavoro

Abbandona i figli all’asilo: sì, lei non li accompagna, li abbandona, perché questo è il suo sentimento segreto che prova realmente ogni giorno. E con enorme senso di colpa e frustrazione infinita si trascina al lavoro, a fare scartoffie, dato che dopo la maternità l’hanno brutalmente demansionata.

Quando invece le capita di fare il lavoro dei suoi sogni è ancora più devastata: da un lato sente di realizzarsi e stare bene, dall’altro il senso di colpa aumenta ancora di più e si sente ancora più merda di prima. Capisce che potrebbe sfondare se non avesse dei figli e nello stesso tempo sogna di trascorrere meravigliose giornate al parco a giocare con loro senza cellulare.

Pallina non ce la fa più!

Insomma, la contraddizione regna sovrana ma ammetterlo sarebbe la fine.

Il burnout è imminente, il castello di carte sta per crollare.

Pallina è stanca, enormemente stanca. E non è felice. Per quanto abbia tutto ciò che voleva, faccia tutto ciò che aveva previsto di fare per la sua famiglia e per se stessa, Pallina non ce la fa più.

Pallina è una mamma troppo perfetta per essere felice.

Non fare come Pallina!

Se anche tu sei come Pallina e pretendi da te stessa e dai tuoi figli il meglio del meglio, fai attenzione. Il rischio di crollare è dietro l’angolo e finiresti per comportarti proprio all’opposto di quanto desiderato.

Io sono come Pallina, o meglio, lo sono stata. Sono crollata sotto il peso di me stessa, poi ho fatto pace con la mia anima e ho ritrovato l’equilibrio. Non credo che riuscirò mai a essere veramente felice perché la Pallina che è dentro di me soffre costantemente per le storture del mondo e si ribella alle ingiustizie della vita continuando a combattere contro i Mulini a Vento (anche, e soprattutto, quelli del Mulino Bianco!)

Ma almeno ci provo. Provaci anche tu! Sii meno perfetta e più felice! Io sto dalla tua parte.

Fermati, rilassati e cerca per i tuoi figli di essere semplicemente mamma.

La perfezione arriverà tramite via aerea, impacchettata, chiusa bene bene sottovuoto, pronta per essere gettata via, col vento!

Io posso aiutarti, prima di tutto dandoti il permesso di dire “Non ce la faccio più”! E poi, aiutandoti concretamente a riprendere le fila di te stessa, del tuo progetto di vita, del tuo benessere psicofisico, senza crolli e con strategie pratiche di recupero.

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