CHI È E COSA FA UN PEDAGOGISTA?

COS È LA PEDAGOGIA?

COME SI SVOLGE UNA CONSULENZA PEDAGOGICA?

COSA SONO LE NEUROSCIENZE?

CHE COS’È LA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO?

CHE COS’È IL PROCESSO DI “SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE” DI UN BAMBINO?

IN COSA CONSISTE LA PEDAGOGIA MAIEUTICA?

COSA SI INTENDE CON APPROCCIO MONTESSORI?

CHE COS’È IL CESTINO DEI TESORI?

COSA SIGNIFICA BURN-OUT?

RAPPORTO DI COPPIA, COSA CAMBIA DOPO UN FIGLIO?

 

CHI È E COSA FA UN PEDAGOGISTA?

Il pedagogista si è laureato con un corso di laurea quadriennale (Pedagogia o Scienze dell’educazione) o conseguendo la Laure amgistrale dopo la triennale (nuovo ordinamento).

Il pedagogista ha conoscenze sia in ambito psicologico, didattico, formativo, sanitario, che ne caratterizzano la multidisciplinarità e la competenza in svariati ambiti nel ciclo di vita della persona. Ma ciò che caratterizza più di tutto la sua professionalità, è la capacità di utilizzare le sue conoscenze teoriche per la definizione di un progetto di prevenzione, sostegno o recupero, di un soggetto o gruppi di soggetti, nelle diverse circostanze della loro vita. Progetto che definisce strategie concrete e quotidiane, tenendo conto delle risorse a disposizione e degli obiettivi da raggiungere. Il tutto condito con una adeguata competenza relazionale, fatta di lavoro su se stessi, conoscenza delle tecniche di counselling e di pratica educativa esercitata in prima persona.

COS È LA PEDAGOGIA?

la pedagogia agisce nel qui ed ora, in modo profondo ma anche pratico e concreto.

La pedagogia utilizza ed affianca la comprensione psicologica attivando strategie, azioni e comportamenti da vivere nella propria quotidianità, per migliorarla con efficacia, il prima possibile.

La pedagogia è un a scienza che unisce la comprensione della realtà e delle dinamiche, alla conoscenza della fisiologia delle emozioni e dello sviluppo, alla pratica operativa del fare e dell’essere, quotidiano.

Perché sapere, saper fare e saper essere sono intimamente intrecciate e rappresentano spesso la chiave di svolta per migliorare e iniziare finalmente a respirare!

COME SI SVOLGE UNA CONSULENZA PEDAGOGICA?

La consulenza pedagogica, nel mio caso, non prevede la presenza del bambino (o non sempre) e non è rivolta sul bambino. Io lavoro con la mamma e tramite la mamma. La consulenza si svolge quindi come un qualsiasi colloquio, in uno studio, tra te e me. Tutto ciò che diremo resterà tra noi e i tuoi dati saranno adeguatamente protetti. Non sarà un colloquio psicologico approfondito, mi racconterai solo ciò che stai vivendo in questo momento della tua vita, cosa ti preoccupa o ti fa fare particolarmente fatica. Insieme troveremo anche in tuoi punti di forza, le competenze del tuo compagno e dei tuoi figli, sui quali puntare per migliore e iniziare a stare meglio.

Le mamme che hanno usufruito della mia consulenza si sono sentite accolte, mai giudicate, spesso e volentieri “sollevate” e cariche di nuovo entusiasmo ed energia.

Se vuoi leggere le testimonianze di alcune mie utenti, clicca qui (link)

COSA SONO LE NEUROSCIENZE?

Le neuroscienze sono tecnicamente l’insieme degli studi sul sistema nervoso. Sono una derivazione della biologia, ma attualmente spaziano in tantissimi settori.

Essendo gli studi sul sistema nervoso sempre più ricchi, carichi di risultati affascinanti e portatori di una nuova approfondita conoscenza sulla modalità di ragionamento e comportamento umano, il loro approccio multidisciplinare e le loro ricadute sulla psicologia e sulla medicina, ne fanno un punto di riferimento imprescindibile.

Nel mio caso attingo alle neuroscienze per tutto ciò che riguarda la cosiddetta neuropsicoendocrinologia del percorso nascita e la psicologia dell’età evolutiva , in tutte le sue declinazioni in ambito cognitivo, emotivo e comportamentale, e in tutte le fasi del ciclo di vita della persona e di una famiglia.

CHE COS’È LA PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO?

E’ la psicologia che studia la crescita e il cambiamento del soggetto dalla nascita alla morte, lungo l’intero ciclo di vita. La psicologia dell’età evolutiva di occupa solo della fase infantile ed adolescenziale del soggetto. In entrambi i casi si studia l’accrescimento fisico, cognitivo, linguistico, affettivo, sociale.

Nello specifico io mi interesso principalmente della fase di vita legata alla maternità, sia dal punto di vista della madre (dal concepimento, alla fine dell’allattamento, fino all’adolescenza dei figli), sia dal punto di vista del nascituro e del bambino, per tutta la sua prima infanzia.

CHE COS È IL PROCESSO DI “SEPARAZIONE E INDIVIDUAZIONE” DI UN BAMBINO?

E’ il particolare processo di crescita che porta la diede madre/figlio a separarsi e a crescere in modo indipendente tra loro. Mentre in gravidanza la simbiosi è massima, e durante l’allattamento e i primissimi mesi di vita, il loro legame di dipendenza reciproca è molto alto, man mano che il bambino crescere, anche il loro rapporto deve evolvere.

La Malher ha definito questa fase , che va dai 4 mesi ai 3 anni di vita e che di fatto segna l’intero sviluppo della primissima infanzia di un bambino, come caratterizzata dal processo di separazione e distacco dalla madre (anche fisico) e dal processo di identificazione del sé e della definizione della propria specifico identità come persona, indipendentemente dalla madre.

In questo processo ci stanno tutte quelle fasi di crescita che vanno dall’imparare a camminare, al mangiare in autonomia, all’esplorazione autonoma dell’ambiente, alle fasi regressive di riavvicinamento, fino ai cosiddetti momenti di “capriccio” e di opposizione, tipici dell’età.

Comprendere e conoscere in modo approfondito queste dinamiche, la fisiopatologia del percorso nascita e del processo di separazione individuazione, consente di comprendere molte delle dinamiche e delle problematiche che possono attivarsi nell’ambito della maternità e della prima infanzia.

 

IN COSA CONSISTE LA PEDAGOGIA MAIEUTICA?

La pedagogia maieutica mette al centro il soggetto e le sue risorse, attraverso un colloquio o un percorso, in modo che sia lui stesso a fare emergere una nuova comprensione di se stesso, o a trovare strategie  di comportamento più funzionali. Come l’arte della levatrice, esplicitata da Socrate e ripresa da Maria Montessori, la pedagogia maieutica non impone, non propone dall’alto, non standardizza gli interventi. Ma lavora affinchè il soggetto stesso, con le risorse giuste ed il contesto logistico ed emotivo adeguato, in piena autonomia, trovi la sua strada e la sua armonia.

Questo è il mio modo di lavorare, sia con gli adulti che con i bambini.

 

COSA SI INTENDE CON APPROCCIO MONTESSORI?

È uno stile educativo, fondato sulla pedagogia maieutica, e strutturato da Maria Montessori, con l’obiettivo di accompagnare il bambino nella sua crescita, nel pieno rispetto della sua fisiologia, del suo istinto evolutivo, del suo personale carattere ed attitudini.

L’approccio montessori prevede grande attenzione all’ambiente (in tutti i sensi) nel quale il bambino cresce, affinché lo si possa lasciare libero di sviluppare al massimo il suo potenziale interiore, nel pieno rispetto della libertà altrui e delle universali regole di convivenza sociale.

 

CHE COS’È IL CESTINO DEI TESORI?

È una vera e propria attività di esplorazione e gioco, proposta ai bambini dai 5 ai 12 mesi circa e ideata da Elinor Goldshmied, allieva Montessori, e in pieno stile montessoriano.

Prevede la creazione di un cestino di vimini rotondo sufficientemente largo da accogliere diversi materiali ed oggetti, e sufficientemente basso affinché il bambino possa arrivarci da solo ma senza rovesciarlo. I materiali in esso contenuti sono oggeti di legno ad uso casalingo, oggetti di gomma, di metallo, stoffe, di vari colori, dimensioni, sonorità, in modo da offrire al bambino la più vasta gamma di consistenze possibili. Da esplorare, toccare, portare allabocca in piena sicurezza e autonomia. La presenza della mamma è fondamentale per accompagnare il bambino nella sua attività.

COSA SIGNIFICA BURN-OUT?

È l’esito di un insieme di situazioni stressanti che deteriorano quotidianamente e ripetutamente sia a livello fisico che emotivo. Riguarda soprattutto le professioni lavorative di aiuto e che richiedono grande interrelazione personale.

La condizione di mamma è una condizione altamente sollecitata in questo senso e a grande rischio di burn-out. Esso può esprimersi sotto forma di esaurimento, depressione, ma anche ansia ed aggressività.  E sono proprio le persone più accondiscendenti, dolci, che si prodigano di più quelle a maggior rischio.

Il burn-out va prima di tutto prevenuto, e in ogni caso se ne può uscire! non rimanere sola in condizioni di forte stress, ma chiedi aiuto e trova le strategie migliori per evitarlo od uscirne. Io posso aiutarti con le mie consulenze pedagogiche.

 

RAPPORTO DI COPPIA, COSA CAMBIA DOPO UN FIGLIO?

La coppia, già durante la gestazione, subisce grandi cambiamenti. Gli equilibri cambiano, le dinamiche si moltiplicano, le richieste di attenzione si dividono su più fronti. È normale  ed anche positivo, percepire un grande cambiamento. Non ci si deve spaventare o tentare a tutti i costi di tornare quelli di prima. La condizione genitoriale ci cambia per sempre. Quello che è importante è trovare la direzione giusta per un nuovo equilibrio e quali modalità si possono mettere in atto per comunicare bene, mantenere la propria intimità, continuare ad amarsi.

Ne possiamo parlare insieme nelle mie consulenze pedagogiche.